Energia vibratoria

Due sono i pilastri su cui si fonda la fisica moderna: la relatività generale fondata da Albert Einstein e la meccanica quantistica fondata da Max Planck. La prima svolge a meraviglia il compito di spiegare il comportamento degli oggetti di grandi dimensioni (stelle, galassie, ammassi di galassie, ecc.) presenti nell’Universo; la seconda ci permette di comprendere il mondo atomico e subatomico (molecole, atomi, elettroni, quark, ecc.). Queste due teorie hanno consentito un progresso straordinario della fisica dell’ultimo secolo ma presentano uno scoglio: non sono fra loro compatibili.
I fisici non hanno mai tenuto conto di questa incompatibilità perché il campo di indagine delle due teorie è molto diverso. Quando si studiano gli oggetti piccoli e leggeri si fa ricorso alla meccanica quantistica senza preoccuparsi di quello che afferma la relatività mentre quando si studiano oggetti grandi e pesanti si utilizza le leggi della relatività generale senza interessarsi degli enunciati dell’altra teoria: non è mai in passato che fosse indispensabile far ricorso ad entrambe le teorie simultaneamente. Ultimamente però le cose sono cambiate: i buchi neri ad esempio sono oggetti pesanti ma contemporaneamente molto piccoli e lo stesso Universo sarebbe emerso da una particella infinitamente piccola e insieme estremamente pesante e calda. Su questi oggetti servirebbe quindi l’applicazione contemporanea delle due teorie. Oggi esiste una teoria detta delle superstringhe in grado di mettere d’accordo la meccanica quantistica e la relatività generale. Essa spiegherebbe il comportamento della materia, delle forze che tengono insieme gli oggetti materiali, e forse anche dello spazio e del tempo. Secondo questa teoria tutto ciò che esiste nell’Universo non sarebbe altro che la manifestazione di “energia vibratoria”...